Domande Frequenti2020-03-28T09:37:16+00:00

Risposte alle Domande Frequenti dei nostri clienti

Che differenza c’è tra Sconto in fattura e Cessione del Credito?2020-10-27T08:14:48+00:00

Supponiamo che gli interventi oggetto di Superbonus abbiano un valore di 100 mila €. Avrai quindi diritto ad un credito di 110 mila €.

Con lo sconto immediato in fattura il fornitore acquisisce i crediti derivanti dal Superbonus 110% al momento stesso dalla fornitura; la detrazione fiscale connessa all’intervento e destinata a chi sostiene la spesa, viene ceduta al fornitore il quale, in cambio, decurta la sua fattura applicando uno sconto ‘fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto’. Quindi i lavori in questo caso saranno “gratuiti”.

Con la cessione del credito prevista dall’art.121 il cliente che ha sostenuto le spese può attualizzare immediatamente il valore dell’incentivo cui avrebbe diritto, cedendolo a un soggetto terzo. In questo caso quindi, il cliente può andare ad esempio da una Banca per “vendere” il credito maturato.

 

Quali requisiti devono rispettare gli interventi del Superbonus 110%?2020-10-27T08:08:08+00:00

Uno dei requisiti è che l’edificio faccia un salto di due classi energetiche (dove non possibile dovrebbe bastare il conseguimento di una classe energetica più alta). Tale salto di classe deve essere testimoniato da un tecnico abilitato tramite un Attestazione di Prestazione Energetica, che dovrà essere trasmessa ad Enea per via telematica.

Nel caso di interventi di isolamento termico delle superfici opache, questi devono coprire almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio.

L’intervento inoltre deve essere realizzato con materiali isolanti che rientrino nei criteri ambientali minimi, certificati CAM.

Se il contribuente esercita l’opzione di cessione del credito o di sconto sul corrispettivo prevista dall’art. 121, egli deve ottenere il visto di conformità da parte di un dottore commercialista o di un CAF che attesta la sussistenza dei requisiti che danno diritto alla detrazione di imposta. Lo prevede l’art. 119, comma 11.

Quali sono gli interventi “trainanti” che danno diritto al Superbonus 110%?2020-10-27T08:03:19+00:00

Per accedere al Superbonus, è necessario che venga realizzato almeno uno dei seguenti interventi cosiddetti “trainanti”:

  • Coibentazione con isolamento a cappotto
  • Sostituzione degli impianti di riscaldamento, raffrescamento o fornitura di acqua calda
  • Messa in sicurezza antisismica dell’edificio
  • Interventi di demolizione e ricostruzione in chiave di risparmio energetico (o antisismica)
Quanto dura il Superbonus 110%?2020-10-27T07:59:58+00:00

Al momento, salvo proroghe, i lavori oggetto di Superbonus 110% vanno eseguiti dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021

Chi può accedere al Superbonus 110%?2020-10-27T07:58:45+00:00
  • Persone fisiche (compresi familiari dei proprietari e conviventi, a patto di essere loro a sostenere le spese di riqualificazione)
  • Condomini
  • IACP
  • Cooperative di aggregazione
  • Enti senza scopo di lucro per l’utilità sociale
  • Associazioni sportive dilettantistiche
Per quali tipologie di edifici è possibile beneficiare del 110%?2020-10-27T08:01:38+00:00
  • Prime e seconde case in Edifici unifamiliari
  • Prime e seconde case Unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno
  • Prime e seconde case in Edifici condominiali
  • Sono escluse le abitazioni di tipo signorile (A/1), le abitazioni in ville (A/8) e i castelli non aperti al pubblico (A/9)
È possibile realizzare più interventi trainanti contemporaneamente?2020-10-26T08:04:27+00:00

Si. Come chiarito nella circolare dell’Agenzia delle entrate 8 agosto 2020, n. 24/E (cfr. paragrafo 4) “Nel caso in cui sul medesimo immobile siano effettuati più interventi agevolabili, il limite massimo di spesa detraibile sarà costituito dalla somma degli importi previsti per ciascuno degli interventi realizzati.”

Imprese energivore e grandi imprese sono vincolate a specifiche scadenze per la realizzazione degli interventi di efficientamento risultanti dalla diagnosi?2020-03-28T16:24:51+00:00

Come espressamente previsto dall’articolo 8, comma 3 del D.Lgs. 102/2014, le imprese energivore sono tenute a dare progressiva attuazione, in tempi ragionevoli, agli interventi di efficienza energetica individuati dalle diagnosi, o, in alternativa, ad adottare sistemi di gestione conformi alle norme ISO 50.001. Le grandi imprese non sono soggette al medesimo obbligo, anche se la realizzazione degli interventi di efficientamento individuati dalla diagnosi è auspicabile.

Qual è l’entità della sanzione in caso di mancata presentazione della Diagnosi Energetica?2020-03-28T16:23:01+00:00

Ai sensi dell’articolo 16, comma 1 del D.Lgs. 102/2014, le imprese obbligate che non effettuano la diagnosi energetica sono soggette ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000 a 40.000 euro. Quando la diagnosi non è effettuata in conformità alle prescrizioni di cui all’articolo 8, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 20.000 euro.

Con quali incentivi posso finanziare un intervento antisismico sulla mia abitazione?2020-03-28T09:33:03+00:00

Gli interventi antisismici sono compresi nella detrazione al 50% per ristrutturazioni edilizie.

Può essere usufruita per interventi realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo (non soltanto su quelli adibiti ad abitazione principale) e su quelli utilizzati per attività produttive.

Inoltre, si applica non solo agli edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) ma anche a quel-li situati nelle zone a minor rischio (zona sismica 3). La detrazione del 50% va calcolata su un ammontare complessivo di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno e deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo.

La detrazione è più elevata nei seguenti casi:

  • quando la realizzazione degli interventi produce una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a una classe di rischio inferiore, la detrazione spetta nella misura del 70% della spesa sostenuta
  • se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori, la detrazione spetta nella misura dell’80%.
Mi hanno detto che in base all’art. 2 del “decreto edifici” è incentivata l’installazione di pannelli solari solo sugli edifici esistenti. E’ corretta questa interpretazione?2020-03-27T17:57:02+00:00

Il punto 3.3. della Circolare dell’AdE n.36 del 2007 conferma questa interpretazione. Restano quindi esclusi i nuovi edifici, quelli in costruzione e anche le nuove strutture sportive o ricreative.

Si può ottenere la detrazione fiscale prevista per le ristrutturazioni nel caso di interventi che interessano un capannone industriale?2020-03-27T17:53:34+00:00

No, le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie ai sensi dell’art. 16 bis del DPR 917/86 “Bonus Casa” sono destinate soltanto agli edifici residenziali. Per un capannone non è possibile utilizzare queste detrazioni.

Quali opzioni economiche ho a disposizione per realizzare il mio impianto fotovoltaico?2020-03-28T09:32:56+00:00

È possibile realizzare un impianto fotovoltaico attraverso tre modalità:

  1. Acquisto con risorse proprie – finanziando personalmente la realizzazione dell’impianto, benché le spese da affrontare siano tutte a proprio carico, si possono massimizzare i ritorni economici di cui, in questo caso, si beneficia interamente;
  2. Acquisto tramite Finanziamento – nel caso di scarsa liquidità è possibile rivolgersi ad un istituto di credito, il quale attraverso strumenti dedicati – mutuo, prestito, leasing – antici-perà la somma necessaria alla realizzazione dell’impianto. È necessario tenere in considera-zione che, rivolgendosi ad un istituto di credito, saranno sostenute anche le spese relative agli interessi per ripagare il credito ottenuto.
  3. Realizzazione e gestione tramite una società di produzione energia o noleggio impianti (talvolta denominata anche Energy Service Company – ESCo) questa modalità prevede che l’Utente non sostenga alcuna spesa iniziale per la realizzazione dell’impianto che rima-ne interamente a carico della società fornitrice del servizio. In genere sono tre le possibili formule proposte da questo tipo di società:
    1. Prezzo energia autoconsumata: In questo caso la società realizza e gestisce l’impianto fotovoltaico e vende all’utente l’energia prodotta dall’impianto stesso (energia autoconsumata) a un prezzo inferiore a quello che l’utente pagherebbe prelevandola dalla rete (Sconto sull’energia autoconsumata) e riceve il mandato all’incasso per la remunerazione corrisposta dal GSE in relazione all’energia immessa in rete;
    2. Canone fisso annuo: In questo caso l’Utente rimane titolare dell’energia prodotta dall’impianto potendo quindi rispar-miare sui costi della bolletta e beneficiando dei ricavi derivanti dalla remunerazione dell’energia immessa in rete (ad esempio tramite il meccanismo di Scambio sul Posto) a fronte del pagamento di un canone annuo fisso;
    3. Canone di produzione: Come la soluzione precedente a eccezione del fatto che il canone viene corrisposto in base all’energia prodotta dall’impianto (ad es.: 10 centesimi di Euro a kWh prodotto).
Qual è l’iter standard autorizzativo da seguire per la realizzazione di un impianto?2020-03-28T09:32:49+00:00

Se si installa un impianto fotovoltaico di potenza fino a 20 kW integrato su tetto, e si rispettano i requisiti previsti dalla normativa per accedere al c.d. Modello Unico (introdotto dal Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 19 maggio 2015) è sufficiente compilare il modulo elettronico reso disponibile dal Gestore di Rete territorialmente competente tramite il proprio portale internet.
Più in generale per gli impianti realizzati su tetti di edifici in aree non sottoposte a vincoli paesaggistici e non situati nei centri storici è di norma sufficiente una semplice comunicazione al Comune. Per altre tipologie di impianti fotovoltaici invece può essere necessario avviare una Procedura Autorizzativa Semplificata (PAS) presso il Comune o l’Autorizzazione Unica, la cui competenza è della Regione o Provincia da essa delegata.

Che tipi di incentivi sono previsti per il fotovoltaico?2020-03-28T09:33:14+00:00

Per l’installazione di un impianto fotovoltaico (compresi gli eventuali accumuli) su edificio ad uso residenziale è prevista la detrazione del 50% dall’Irpef per interventi di ristrutturazione, con un limite massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Vi possono accedere tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef). Inoltre è possibile anche accedere allo Scambio sul posto, una particolare modalità di valorizzazione dell’energia elettrica che consente, al Produttore, di realizzare una specifica forma di autoconsumo immettendo in rete l’energia elettrica prodotta ma non direttamente auto consumata, per poi prelevarla in un momento differente da quello in cui avviene la produzione. Il GSE ha il compito di gestire le attività connesse allo scambio sul posto e di erogare il contributo in conto scambio, che garantisce il rimborso di una parte degli oneri sostenuti dall’utente per il prelievo di energia elettrica dalla rete.

Sono vigenti inoltre gli incentivi previsti dal nuovo Decreto FER 1.

Che cos’è lo Scambio sul Posto?2020-03-27T17:44:36+00:00

Lo Scambio sul Posto (SSP) è un meccanismo, gestito dal GSE, che consente di compensare l’energia elettrica prodotta e immessa in rete in un certo momento con quella prelevata e consumata in un momento diverso da quello della produzione. In altri termini con lo SSP si ottiene un parziale rimborso delle bollette pagate corrispondente alla valorizzazione dell’energia immessa in rete e prelevata in tempi successivi. Tale meccanismo è attivabile per gli impianti fotovoltaici con potenza fino a 500 kW.

Un condominio che installa un impianto fotovoltaico può usufruire delle detrazioni fiscali IRPEF?2020-03-27T17:43:42+00:00

Anche i condomini che si dotano di un impianto fotovoltaico per alimentare esclusivamente le utenze condominiali comuni (p.es. luci del vano scale, ascensore), possono detrarre il 50% delle spese sostenute (bonifici effettuati dall’amministratore), con un limite massimo di spesa di 96.000 Euro per ciascuna unità immobiliare. In questo caso le fatture di spesa devono essere intestate al condominio e le detrazioni spettano a ogni singolo condomino in base alla quota millesimale di proprietà o dei diversi criteri applicabili ai sensi degli articoli 1123 e seguenti del codice civile.

In cosa consistono le detrazioni fiscali IRPEF?2020-03-28T09:33:23+00:00

Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia, previsti per l’accesso alle agevolazioni fiscali, rientra anche la realizzazione di un impianto fotovoltaico realizzato sul tetto di un edificio.

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF).

Il limite massimo di spesa è di 96.000 euro. L’agevolazione consiste nella possibilità di detrarre dall’Irpef il 50% (in 10 rate annuali di pari importo) dei costi sostenuti (inclusa l’IVA) per la realizzazione di un impianto fotovoltaico realizzato sul tetto di un edificio.

Anche i condomini che si dotano di un impianto fotovoltaico per alimentare esclusivamente le utenze condominiali comuni (p.es. luci del vano scale, ascensore), possono detrarre il 50% delle spese sostenute (bonifici effettuati dall’amministratore), con un limite massimo di spesa di 96.000 € per ciascuna unità immobiliare (per i dettagli si veda la Guida dell’Agenzia delle Entrate).

Come posso valutare l’impatto di eventuali fattori di ombreggiamento sulla producibilità dell’impianto?2020-03-27T17:38:50+00:00

Verifica la presenza di alberi o edifici limitrofi più alti della superficie su cui intendi installare l’impianto, e ubicati nella stessa direzione di esposizione dell’impianto fotovoltaico (ovvero verifica che la loro ombra sia effettivamente proiettata sulla superficie di installazione, diversamente tali fattori non vanno presi in considerazione).

In caso di tetto piano considera inoltre, per evitare l’ombreggiamento, il rispetto di una distanza da muretti/balaustre perimetrali pari a due volte la loro altezza.

Per valutare l’impatto considera l’altezza degli elementi (edifici o alberi) rispetto alla superficie su cui si vuole installare l’impianto fotovoltaico e confrontala con la distanza tra l’elemento (edificio/albero) e la superficie di installazione. Minore è la distanza, maggiore sarà l’ombreggiamento sull’impianto fotovoltaico

Cosa si intende per superficie soleggiata disponibile?2020-03-27T17:37:49+00:00

Si intende una superficie:

  • Libera da impedimenti (elimina gli spazi occupati da comignoli, pompe di calore, lucernai, ecc.)
  • Idonea a sostenere il carico dei pannelli
  • Non ombreggiata o scarsamente ombreggiata (in caso di tetto piano, oltre agli impedimenti, considera anche il rispetto di una distanza da muretti/balaustre perimetrali, pari a due volte la loro altezza, per evitare l’ombreggiamento)
  • Nella disponibilità di colui che intende realizzare l’impianto fotovoltaico.
Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico?2020-03-28T09:33:32+00:00

La superficie occupata da un impianto fotovoltaico dipende essenzialmente da due aspetti: la potenza nominale dell’impianto (in kW) e la tipologia di pannelli utilizzati (monocristallini, policristallini, a film sottile). Mediamente per ogni kW di potenza installata occorrono circa 6 mq su un tetto a falda; lo spazio occupato raddoppia per installazioni su tetto piano per evitare ombreggiamento tra le file di pannelli. Occorre inoltre verificare che l’area su cui installare l’impianto sia effettivamente utile, ossia esposta correttamente, libera da ingombri ed ombreggiamenti.

Quali sono i principali benefici derivanti dall’autoconsumo mediante impianto fotovoltaico?2020-03-27T17:34:14+00:00

Realizzare un impianto fotovoltaico per autoconsumare l’energia elettrica prodotta, permette di avere una serie di vantaggi sia ambientali che economici:

  • Il risparmio in bolletta, dal momento che parte dei consumi elettrici sono soddisfatti mediante l’autoconsumo di energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico e dunque non viene più prelevata dalla rete pubblica;
  • La valorizzazione dell’energia immessa in rete (ovvero prodotta ma non consumata in sito) attraverso i  meccanismi, gestiti dal GSE, di Scambio sul Posto  (per  impianti  fotovoltaici fino a 500 kW) e Ritiro Dedicato (in alternativa allo Scambio sul Posto), ovvero agli incentivi previsti dal DM 14/02/2017  (c.d. DM Isole Minori)  che  incentivano  la  produzione di energia elettrica degli impianti collegati alla rete elettrica isolana e alimentati dalle fonti rinnovabili disponibili localmente;
  • Il vantaggio fiscale (per i privati attraverso le detrazioni sulle imposte (IRPEF) del 50% dei costi complessivamente sostenuti per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico;)
  • La riduzione del proprio impatto ambientale (CO2 emessa) in quanto l’energia prodotta proviene da una fonte rinnovabile.
Che cosa è l’autoconsumo da impianto fotovoltaico?2020-03-27T17:31:38+00:00

L’autoconsumo di energia elettrica consiste nella possibilità di consumare in loco (nella propria abitazione, in un ufficio, in uno stabilimento produttivo, ecc.) l’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico per far fronte ai propri fabbisogni energetici. L’autoconsumo è dunque contemporaneo alla produzione, a meno dei casi in cui si decida di dotarsi di un sistema di accumulo.

Come funziona la prenotazione per la Pubblica Amministrazione agli incentivi del Conto Termico 2.0?2020-03-28T09:33:40+00:00

La Pubblica Amministrazione ha la possibilità di prenotare gli incentivi del Conto Termico 2.0 e ricevere un acconto pari ai 2/5 o al 50% dell’incentivo totale entro 60 giorni dall’avvio dei lavori.

E’ necessario tuttavia che ci si trovi in una delle seguenti condizioni:

  • sia presente una diagnosi energetica e un atto o provvedimento amministrativo di impegno all’esecuzione di uno degli interventi indicati nella diagnosi energetica;
  • in presenza di un contratto di prestazione energetica;
  • in presenza di un atto amministrativo attestante l’avvenuta assegnazione dei lavori.
Quali sono gli interventi incentivati dal Conto Termico 2.0?2020-03-28T09:33:47+00:00

Il Conto Termico 2.0 incentiva l’efficientamento energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Per i privati gli interventi ammessi sono:

  1. sostituzione dell’impianto di climatizzazione esistente con:
    1. – pompa di calore
    2. – apparecchi a biomassa (solo se l’impianto esistente è alimentato a gasolio, carbone, olio combu-stibile o biomassa);
    3. – sistemi ibridi (caldaia a condensazione)
  2. installazione di panelli solari termici per produzione di acqua calda sanitaria o a integrazione dell’impianto di riscaldamento, anche per solar cooling;
  3. sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore.

Per la Pubblica Amministrazione invece agli interventi appena citati si aggiungono:

  1. Isolamento termico delle superfici opache;
  2. Sostituzione delle chiusure trasparenti;
  3. Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con generatori di calore a condensazione;
  4. Installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti;
  5. Trasformazione in “edifici a energia quasi zero”;
  6. Sostituzione di sistemi per l’illuminazione;
  7. Building automation.
Come si accede al Conto Termico 2.0? posso farlo anche senza l’aiuto di un tecnico?2020-03-27T12:31:19+00:00

Per accedere al Conto Termico 2.0 è necessario registrarsi al Portaltermico, attraverso il quale si invierà tutta la documentazione relativa all’intervento. Non sono necessarie comunicazioni preventive, perché la domanda può essere presentata entro 60 giorni dalla conclusione dei lavori. Per la presentazione non è necessario un tecnico, perchè ci si può registrare autonomamente al portale e seguire le istruzioni. Il GSE inoltre ha pubblicato dei tutorial molto utili che illustrano il servizio. Sarà richiesta una documentazione fotografica pre e post intervento. Tuttavia per alcune tipologie di interventi viene richiesta, nella documentazione da produrre, l’asseverazione di un tecnico.

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