Il DL Semplificazioni bis ha introdotto molte novità per il Superbonus 110%, gli impianti fotovoltaici, le stazioni di ricarica per i veicoli elettrici, e quanto altro necessario per favorire la transizione energetica e l’applicazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La pubblicazione in Gazzetta ufficiale è avvenuta il 31 luglio scorso: entrata quindi ufficialmente in vigore la legge 29 luglio 2021, n. 108, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 (meglio noto come decreto ” DL Semplificazioni bis“).

Vediamo tutte le novità previste dalla nuova norma.

Semplificati gli iter autorizzativi per sistemi di accumulo e fotovoltaici

Gli impianti di accumulo stand-alone non sono sottoposti a procedure di Screening o VIA.

Prevista la possibilità di utilizzare la procedura abilitativa semplificata (PAS) per l’autorizzazione di impianti fotovoltaici fino a 20 MW connessi in media tensione e localizzati in discariche, cave dismesse, in aree a destinazione commerciale, produttiva o industriale.

E’ innalzata da 20 kW a 50 kW la soglia minima per sottoporre un impianto fotovoltaico ad autorizzazione unica (modificata la tabella A allegata al Dlgs 387/2003).

Il modello unico per la realizzazione, la connessione e l’esercizio di piccoli impianti fotovoltaici integrati sui tetti degli edifici si applica anche a piccoli impianti su strutture e manufatti diversi dagli edifici o collocati a terra.

Il divieto di accedere agli incentivi per impianti fotovoltaici a terra in area agricola, introdotto dal DECRETO-LEGGE 24 gennaio 2012, n. 1, è rimosso nel caso in cui si adottino soluzioni agrovoltaiche (ne abbiamo parlato qui) con montaggio dei moduli elevati da terra, “anche prevedendo la rotazione dei moduli stessi, comunque in modo da non compromettere la continuità delle attività di coltivazione agricola e pastorale, anche consentendo l’applicazione di strumenti di agricoltura digitale e di precisione”.

Con il DL Semplificazioni bis il revamping è più semplice

Non sono più considerate modifiche sostanziali e sono sottoposti alla disciplina di cui all’articolo 6, comma 11, gli interventi da realizzare sui progetti e sugli impianti fotovoltaici ed idroelettrici che, anche se consistenti nella modifica della soluzione tecnologica utilizzata, non comportano variazioni delle dimensioni fisiche degli apparecchi, della volumetria delle strutture e dell’area destinata ad ospitare gli impianti stessi, né delle opere connesse a prescindere dalla potenza elettrica risultante a seguito dell’intervento.

L’installazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici ad accesso pubblico è ora attività di edilizia libera: sarà unicamente necessario presentare all’Ente proprietario della strada l’istanza per l’occupazione del suolo pubblico e la realizzazione dell’infrastruttura di ricarica e per le relative opere di connessione alla rete di distribuzione.

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Il procedimento di SCREENING VIA ha subito numerose modifiche:

  • È stata introdotta la possibilità per l’ente procedente di richiedere integrazioni entro 5 giorni dalla presentazione dello Studio Preliminare Ambientale
  • Le tempistiche per la presentazione delle osservazioni da parte degli stakeholder è stata ridotta da 45 gg a 30 gg
  • La possibilità di richiedere integrazioni ulteriori da parte dell’ente è inserita in ombra all’emissione del provvedimento, che deve essere emesso entro 45 giorni dalla presentazione delle osservazioni di cui al punto precedente. Il proponente ha però facoltà di richiedere una sospensione di 60 gg per presentare eventuali integrazioni.

Con il DL Semplificazioni bis, anche il procedimento di VIA è stato modificato:

  • E’ stato istituito un momento di confronto preventivo per stabilire il livello di dettaglio degli allegati: l’ente procedente deve esprimersi in merito entro 30 gg
  • L’autorità competente deve verificare la completezza della documentazione presentata entro 15 gg. Entro il medesimo termine, può richiedere integrazioni, assegnando un termine di 30 gg per il riscontro. Questi termini diventano perentori!
  • Nel caso di progetti di competenza statale attuativi del PNIEC – PNRR:
    • le tempistiche per la presentazione delle osservazioni da parte del pubblico è ridotta da 60 a 30 gg.
    • Le tempistiche per la richiesta di integrazioni è ridotta da 20 a 10 gg
    • Le amministrazioni coinvolte devono esprimersi sulle integrazioni nei successivi 15 gg.

Con il DL Semplificazioni bis Diventano di competenza statale i progetti di impianti fotovoltaici con potenza maggiore di 10 MWp.

In questo caso, si individuano due tipologie:

  • Quelli previsti in seno al PNRR: in questo caso la Commissione deve esprimersi entro 30 gg dalla fine della fase di Consultazione con il pubblico. In ogni caso, il provvedimento deve essere predisposto entro 130 gg dalla pubblicazione. Nei successivi 30 gg, il Ministero deve emettere il provvedimento di VIA. Nel caso in cui le tempistiche non siano rispettate, al proponente è rimborsato il 50% degli oneri di istruttoria versati,
  • In tutti gli altri casi di competenza statale: in 60 gg dalla fase di Consultazione il Ministero deve emettere provvedimento, previo parere della Soprintendenza che si deve esprimere entro 30 gg. In casi di particolare complessità, l’autorità competente può disporre la proroga dei termini per un massimo di 30 gg.
  • Nel caso di inerzia delle Commissioni, si può applicare il potere sostitutivo, ad esempio attraverso la nomina di un Commissario.

Il DL Semplificazioni bis introduce il Provvedimento Unico in materia ambientale (PUA)

Nel caso di procedimenti di competenza statale, è possibile richiedere il PUA. Esso ricomprende, su richiesta, le seguenti autorizzazioni ambientali:

  1. autorizzazione integrata ambientale ai sensi del Titolo III-bis della Parte II del Testo Unico Ambientale;
  2. autorizzazione riguardante la disciplina degli scarichi nel sottosuolo e nelle acque sotterranee di cui all’articolo 104 del Testo Unico Ambientale;
  3. autorizzazione riguardante la disciplina dell’immersione in mare di materiale derivante da attività di escavo e attività di posa in mare di cavi e condotte di cui all’articolo 109 del Testo Unico Ambientale ;
  4. autorizzazione paesaggistica di cui all’articolo 146 del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
  5. autorizzazione culturale di cui all’articolo 21 del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
  6. autorizzazione riguardante il vincolo idrogeologico di cui al regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3267, e al decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616;
  7. nulla osta di fattibilità di cui all’articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105;
  8. autorizzazione antisismica di cui all’articolo 94 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.
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Non è quindi ricompresa l’Autorizzazione Unica, che dovrà essere in ogni caso richiesta agli enti competenti regionali o provinciali.

Modificate anche le tempistiche e modalità del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR).

Nel caso di procedimenti di VIA di competenza regionale, le interessanti novità previste dal DL Semplificazioni Bis riguardano:

  • l’introduzione di una Fase preliminare al provvedimento autorizzatorio unico regionale finalizzata alla definizione delle informazioni da inserire nello studio di impatto ambientale, del relativo livello di dettaglio e delle metodologie da adottare per la predisposizione dello stesso nonché alla definizione delle condizioni per ottenere le autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, pareri, concerti, nulla osta e assensi comunque denominati, necessari alla realizzazione e all’esercizio del progetto. Come si svolge? Il proponente trasmette all’autorità competente lo Studio Preliminare Ambientale ed un progetto di fattibilità tecnico economica. Entro 5 gg l’autorità competente trasmette il progetto agli enti coinvolti ed indice una conferenza dei servizi preliminare, con le modalità della CdS semplificata, ma con tempistiche dimezzate (entro 30 gg deve essere emesso parere). In questa CdS, l’autorità competente può:
    • definire il livello di dettaglio degli elaborati e le modalità con cui eventuali pareri verranno richiesti, emessi.
    • stabilire tempistiche ridotte per la CdS decisoria della PAUR
    • Le amministrazioni e gli enti che non si esprimono nella conferenza di servizi preliminare non possono porre condizioni, formulare osservazioni o evidenziare motivi ostativi alla realizzazione dell’intervento nel corso del procedimento di cui all’articolo 27-bis, salvo che in presenza di elementi nuovi, tali da comportare notevoli ripercussioni negative sugli interessi coinvolti emersi nel corso di tale procedimento anche a seguito delle osservazioni degli interessati.
  • Nei casi in cui sia richiesta anche la variante urbanistica di cui all’articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160, nel termine di cui al primo periodo l’amministrazione competente effettua la verifica del rispetto dei requisiti per la procedibilità.
  • Entro i successivi trenta giorni l’autorità competente può chiedere al proponente eventuali integrazioni, anche concernenti i titoli abilitativi compresi nel provvedimento autorizzatorio unico, come indicate dagli enti e amministrazioni competenti al loro rilascio, assegnando un termine non superiore a trenta giorn. Su richiesta motivata del proponente l’autorità competente può concedere, per una sola volta, la sospensione dei termini per la presentazione della documentazione integrativa per un periodo non superiore a centottanta giorni. Qualora entro il termine stabilito il proponente non depositi la documentazione integrativa, l’istanza si intende ritirata ed è fatto obbligo all’autorità competente di procedere all’archiviazione. L’autorità competente, ricevuta la documentazione integrativa, la pubblica sul proprio sito web e, tramite proprio apposito avviso, avvia una nuova consultazione del pubblico la cui durata è ridotta della metà rispetto alle tempistiche ordinarie..
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Al fine di assicurare attuazione del PNRR, è istituita la Soprintendenza Speciale per il PNRR.  Tale organo si sostituisce alla Soprintendenza nel caso di progetti di competenza statale oppure nel caso in cui progetti rientrano nella competenza di due o più uffici perifierici.

Nel caso delle aree contermini, il parere emesso dal Ministero della Cultura è obbligatorio ma NON VINCOLANTE.

Nel caso di dissenso non è possibile inoltre proporre opposizione al Presidente del Consiglio dei Ministri.

Il DL Semplificazioni Bis introduce nuovi uffici per facilitare l’attuazione delle previsioni del PNRR.

E’ infatti prevista la creazione di:

  • Cabina di regia, con poteri di indirizzo, impulso e coordinamento generale
  • Tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale, costituito da vari stakeholders, con funzioni consultative
  • Segreteria tecnica, per il supporto alle attività dei primi due organi
  • Unità per la razionalizzazione e il miglioramento della regolazione, con il compito di individuare ostacoli all’attuazione e risolverli
  • Ufficio per la semplificazione, con il compito di razionalizzare e ottimizzare le procedure connesse al PNRR

Poteri Sostituitivi e Meccanismi di superamento del dissenso sono istituiti nel caso in cui gli enti competenti non provvedessero a dare atto alle misure del PNRR.

E’ stata semplificata la misura del Superbonus 110%

La detrazione maggiorata viene estesa agli interventi volti alla rimozione delle barriere architettoniche e a quelli effettuati su immobili di categoria catastale B/1, B/2 e D/4. Esclusi dall’estensione gli immobili di categoria D/2 (alberghi e pensioni).

Prevista inoltre una nuova modulistica per la Comunicazione di inizio lavori asseverata, dedicata in modo specifico al Superbonus. Il modulo per la Cila-superbonus deve contenere solo le informazioni essenziali e non è più necessaria l’attestazione di stato legittimo. È sufficiente la dichiarazione del progettista di conformità dell’intervento da realizzare.

È stato, inoltre, previsto che:

  • gli interventi di dimensionamento del cappotto termico e del cordolo sismico non concorrono al conteggio della distanza e dell’altezza, in deroga alle distanze minime;
  • le violazioni meramente formali che non arrecano pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo non comportano la decadenza delle agevolazioni fiscali limitatamente alla irregolarità od omissione riscontrata. Nel caso in cui le violazioni riscontrate nell’ambito dei controlli da parte delle autorità competenti siano rilevanti ai fini dell’erogazione degli incentivi, la decadenza dal beneficio si applica limitatamente al singolo intervento oggetto di irregolarità od omissione;
  • in caso di opere già classificate come attività di edilizia libera, nella CILA è richiesta la sola descrizione dell’intervento. Alla conclusione dei lavori, non è richiesta la segnalazione certificata di inizio attività.

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