Connettere un impianto alla rete elettrica è chiaramente indispensabile se vogliamo scambiare o cedere energia alla rete. La procedura per la connessione prevede un iter complesso, pieno di eccezioni e casi particolari, sopratutto nel caso di grandi impianti. Andiamo di seguito a descrivere i principali passi per connettere un impianto alla rete elettrica in bassa o media tensione.

Che cosa è il TICA?

Le regole tecniche, procedurali ed economiche per la connessione di un impianto sono raccolte all’interno del  Testo Integrato delle Connessioni Attive (TICA), contenute nell’Allegato A alla delibera ARG/elt 99/08, nella versione integrata e modificata da successive delibere.

Il TICA definisce quindi le modalità procedurali e le condizioni economiche per connettere un impianto, e si applica per:

  • le richieste di nuove connessioni;
  • le richieste di adeguamento di connessioni esistenti, in seguito alla realizzazione o alla modifica di impianti di produzione di energia elettrica.

Deve essere quindi rispettato:

  • dai gestori di rete, intesi come i soggetti concessionari dei servizi di trasmissione o di distribuzione (come ad esempio E-Distribuzione), che fisicamente realizzano la connessione; ogni gestore di rete specifica le proprie procedure pubblicando le “Modalità e condizioni contrattuali per l’erogazione del servizio di connessione“. Quelle di E-Distribuzione possono essere ad esempio trovate qui.
  • dai soggetti richiedenti.

Connessioni in bassa, media o alta tensione?

In base alla potenza in immissione richiesta per la connessione, il TICA stabilisce che l’allacciamento debba avvenire:

  • Fino a 100 kW, in Bassa Tensione (BT)
  • Fino a 6000 kW, in Media Tensione (MT)
  • Oltre i 6000 kW, la connessione avviene in Alta Tensione (AT) o Altissima Tensione (AAT).

Il gestore di rete ha comunque la possibilità, in base a motivazioni di tipo tecnico, di connettere un impianto in bassa tensione per potenze in immissione richieste superiori a 100 kW e in media tensione per potenze in immissione richieste superiori a 6.000 kW.

E’ inoltre possibile fare richiesta di connessione per due o più impianti di produzione contemporaneamente (in questo caso si applica la procedura per i “lotti di impianti”, in cui la potenza in immissione richiesta “è pari alla somma delle potenze in immissione richieste per ciascun impianto di produzione appartenente al lotto”).

Ci occuperemo qui soltanto delle connessioni in BT o MT, descritte nella Parte III del TICA.

La richiesta del preventivo di connessione in BT o MT

La richiesta del preventivo di connessione è il primo passo per connettere un impianto. Il gestore di rete, infatti, dovrà per prima cosa elaborare un preventivo tecnico ed economico relativo alla connessione.

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Nella richiesta di connessione il richiedente deve fornire una serie di informazioni dettagliate sull’impianto (dati del richiedente, tipologia di impianto, potenza richiesta in immissione, la posizione, ecc.). In caso di adeguamento di una connessione esistente, è necessario inoltre fornire i dati identificativi dl punto di connessione esistente (n. POD).

In base alla potenza richiesta in immissione, la domanda del preventivo per nuove connessioni va inoltrata:

  • fino a 10000 kW: all’impresa distributrice competente nell’ambito territoriale (Enel, ACEA, Hera, ecc.);
  • per valori uguali o superiori a 10000 kW: a Terna

In caso di adeguamento di una connessione esistente, la domanda va inoltrata al Gestore di Rete competente per il punto di connessione da adeguare.

Quanto si paga per fare la richiesta di connessione?

Per emettere il preventivo di connessione, il Gestore di Rete richiede il versamento di un corrispettivo, che varia a seconda del valore della potenza richiesta in immissione (oltre IVA):

Corrispettivo per potenza richiesta in immissione
 30 euro< 6 kW
 50 eurotra 6 kW e 10 kW
 100 eurotra 10 kW e 50 kW
 200 eurotra 50 kW e 100 kW
 500 euro tra 100 kW e 500 kW
 1.500 eurotra 500 kW e  1.000 kW
 2.500 euro> 1000 kW

 

Il preventivo di connessione

Ricevuta la richiesta di connessione, il gestore di rete, dopo aver effettuato i propri approfondimenti tecnici ed economici, deve elaborare un preventivo  entro determinati limiti di tempo.

Tempo di messa a disposizione del preventivoValore della potenza richiesta in immissione
20 giorni lavorativi< 100 kW
45 giorni lavorativiTra 100 kW e 1000 kW
60 giorni lavorativi> 1000 kW

 

All’interno del preventivo è contenuta la cosiddetta Soluzione Tecnica Minima Generale (STMG), che descrive l’impianto di rete per la connessione, gli eventuali interventi da effettuare sulla rete esistente, e quant’altro necessario per permettere la connessione.

Con l’emissione del preventivo, il Gestore di Rete comunica anche il codice che identifica univocamente la pratica di connessione (codice di rintracciabilità), che dovrà essere poi utilizzato per tutti i futuri adempimenti.

Il preventivo ha una validità di 45 giorni lavorativi. Questo significa che il richiedente è tenuto, entro questo lasso di tempo, a comunicare al gestore di rete l’accettazione del preventivo, oppure la sua modifica (in questo caso, sarà necessario versare al gestore di rete una cifra pari a metà del corrispettivo previsto per l’ottenimento del preventivo).

Per ogni singola richiesta di connessione, è però possibile presentare, anche nell’ambito di una sola istanza, non più di due richieste di modifica del preventivo.

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Attenzione: non si configura come una modifica del preventivo la riduzione della potenza in immissione richiesta che “sia al più pari al minimo tra il 10% della potenza precedentemente richiesta in immissione e 100 kW”. Il richiedente deve comunque comunicare la variazione al gestore di rete entro la data di completamento dell’impianto di produzione. Il preventivo accettato può essere ulteriormente modificato a seguito di imposizioni derivanti dall’iter autorizzativo ovvero di atti normativi (anche di carattere regionale), ovvero per altre cause fortuite o di forza maggiore non dipendenti dalla volontà del richiedente opportunamente documentate.

Per accettare il preventivo, il richiedente è tenuto a versare il 30% dell’importo preventivato dal Gestore di Rete.

Il restante 70% del corrispettivo per la connessione dovrà essere versato all’atto della comunicazione di completamento delle opere strettamente alla realizzazione fisica della connessione.

E’ possibile optare anche per la realizzazione in proprio della connessione: in questo caso, l’anticipo del 30% – maggiorato degli interessi legali – viene restituito al richiedente entro 60 giorni lavorativi dal completamento del collaudo e comunque non prima dell’atto di acquisizione delle opere realizzate.

L’anticipo, sempre maggiorato degli interessi legali, viene restituito anche nei casi di mancato ottenimento delle autorizzazioni.

Ottenimento delle autorizzazioni per connettere un impianto

L’iter di connessione alla rete elettrica è fortemente intrecciato con l’iter autorizzativo richiesto per l’entrata in esercizio dell’impianto. A seconda della tipologia e taglia di impianto, possiamo avere procedure di diverso grado di complessità: da una semplice comunicazione al Comune, alla Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), fino a procedure come l’Autorizzazione Unica (A) o il Procedimento Autorizzativo Unico Regionale (PAUR).

L’articolo 9 del TICA descrive in maniera dettagliata le modalità con le quali il richiedente può affidarsi al gestore di rete non solo per la predisposizione dei documenti ma anche per la gestione stessa dell’iter autorizzativo.

Attivazione della connessione

Una volta che il preventivo è stato accettato, il richiedente deve iniziare i lavori di realizzazione dell’impianto di produzione entro:

  • 12 mesi nel caso di connessioni in bassa e media tensione;
  • 18 mesi nel caso di connessioni in alta e altissima tensione.

Entro tali date, il richiedente dovrà rispettare diversi adempimenti con il Gestore di Rete, tra cui:

  • Comunicare l’avvenuto inizio dei lavori di realizzazione dell’impianto di produzione;
  • Inviare, ogni sei mesi, un aggiornamento dello stato di avanzamento dell’iter per la connessione;
  • Nel caso in cui abbia scelto di curare in proprio le opere, inviare il progetto definitivo della connessione per la validazione del Gestore di Rete;

Al termine dei lavori da parte del richiedente, i tempi di realizzazione della connessione da parte del gestore di rete devono essere al massimo di:

  • 30 giorni lavorativi nel caso di lavori semplici, ovvero quando lavori si limitano alla “realizzazione, modifica o sostituzione a regola d’arte dell’impianto del gestore di rete eseguita con un intervento limitato alla presa ed eventualmente alle apparecchiature di misura”.
  • 90 giorni lavorativi nel caso di lavori complessi, ovvero in tutti gli altri casi.
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Terminata la realizzazione dell’impianto di connessione, il gestore di rete invia al richiedente la comunicazione di completamento della realizzazione della connessione, segnalando gli eventuali ulteriori obblighi a cui il richiedente deve adempiere affinché la connessione possa essere attivata. Contestualmente, il gestore di rete segnala a Terna, per il tramite di GAUDÌ, il completamento dell’impianto per la connessione.

Per attivare la connessione, effettuando il primo parallelo con la rete, il richiedente dovrà aver sottoscritto il Regolamento di Esercizio, con cui viene regolamentata la connessione.

Connessioni semplificate per alcune tipologie di impianti

Per alcune tipologie di impianti, il TICA prevede oggi una procedura semplificata:

  • Impianti fotovoltaici su tetto fino a 20 kW: Il Dm Sviluppo economico 19 maggio 2015 ha semplificato le procedure autorizzative e di connessione alla rete dei piccoli impianti fotovoltaici (fino a 20 kW) integrati sugli edifici. A partire dal 24 novembre 2015 è possibile realizzare, connettere ed esercire tali impianti attraverso l’utilizzo del nuovo modello unico (Allegato 1 al Dm 19 maggio 2015), costituito da una parte 1 recante i dati da fornire prima dell’inizio dei lavori e da una parte 2 con i dati da fornire alla fine dei lavori. Il TICA ha adottato queste previsioni con Delibera 400/2015/R/EEL del 30 luglio 2015.
  • Impianti di microcogenerazione con potenza inferiore a 50 kWe: il Dm Sviluppo economico 16 marzo 2017 – analogamente a quanto avvenuto per i piccoli impianti fotovoltaici su tetto con il Dm 19 maggio 2015 – ha introdotto una modulistica semplificata per l’installazione e l’esercizio di unità di microcogenerazione. A partire dal 25 settembre 2017, è possibile realizzare, connettere ed esercire gli impianti di microcogenerazione utilizzando uno dei due moduli allegati al decreto: Allegato 1 (Modello unico per l’installazione e l’esercizio di unità di microcogenerazione ad alto rendimento) e Allegato 2 (Modello unico per l’installazione e l’esercizio di unità di microcogenerazione a fonti rinnovabili). Il TICA ha adottato queste previsioni con delibera n. 581/2017/R/EEL del 3 agosto 2017.

 


Come avrai capito, connettere un impianto alla rete elettrica prevede una procedura complessa, con numerosi adempimenti e casi particolari, naturalmente non trattati all’interno di questa breve guida.

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