Il Bonus Facciate è una delle più interessanti novità introdotte, in tema di agevolazioni, dalla Legge di bilancio 2020.

Consiste in una detrazione dall’imposta lorda del 90% delle spese sostenute nel 2020 per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti precisazioni in merito al Bonus Facciate con la recente circolare n. 2/E del 14 febbraio 2020. Vediamo nello specifico di cosa si tratta.

In cosa consiste il Bonus Facciate?

Il Bonus Facciate consiste in una detrazione dall’imposta lorda (IRPEF o IRES) pari al 90% delle spese sostenute (dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020) per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici. L’Agenzia delle Entrate chiarisce che:

  • Non è previsto né un limite massimo di detrazione né un limite massimo di spesa ammissibile;
  • La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, da far valere nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020 e nei 9 periodi d’imposta successivi, e spetta fino a concorrenza dell’imposta lorda.
  • L’importo che non trova capienza nell’imposta lorda di ciascun periodo d’imposta non può essere utilizzato in diminuzione dell’imposta dei periodi successivi o chiesto a rimborso;
  • Non è possibile cedere il credito spettante o optare per uno sconto in fattura;
  • Se si eseguono interventi riconducibili a diverse agevolazioni è possibile fruire di entrambe le agevolazioni tenendo distinta la contabilizzazione delle spese riferite ai 2 diversi interventi e rispettando gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuna detrazione;
  • Il bonus non è cumulabile con la detrazione IRPEF del 19% spettante ai soggetti obbligati alla manutenzione, protezione o restauro dei beni soggetti al regime vincolistico ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio

A chi spetta il Bonus Facciate?

Un primo aspetto chiarito dalla circolare riguarda i soggetti beneficiari. La circolare n. 2/E/2020 è intervenuta sul punto specificando che la detrazione riguarda tutti i contribuenti residenti e non residenti del territorio dello Stato: l’agevolazione spetta quindi sia ai soggetti passivi IRPEF sia ai soggetti passivi IRES.

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Possono quindi richiedere il Bonus Facciate:

  • le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
  • le società semplici;
  • le associazioni tra professionisti;
  • i soggetti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, enti, società di persone, società di capitali).

Secondo quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate, il Bonus Facciate non può invece essere utilizzato dai soggetti che possiedono esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o ad imposta sostitutiva.

Naturalmente, i soggetti beneficiari devono possedere o detenere l’immobile oggetto dell’intervento (in qualità di proprietario, locatario o titolare di altro diritto reale di godimento).

La circolare inoltre chiarisce che hanno diritto a fruire della detrazione anche i familiari conviventi (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) nonché i conviventi di fatto.

Quali sono gli Interventi agevolabili?

Il Bonus Facciate si applica ad interventi realizzati su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o su unità  immobiliari di qualsiasi categoria catastale, compresi quelli strumentali. Sono quindi esclusi interventi effettuati durante la fase di costruzione dell’immobile, e quelli realizzati mediante demolizione e ricostruzione.

Il Bonus Facciate spetta inoltre esclusivamente per gli edifici ubicati in zona A o B (ovvero i centri storici e parti già urbanizzate ) o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali (è possibile accertarlo attraverso la richiesta di un Certificato di Destinazione Urbanistica).

Tra gli interventi ammissibili rientrano, a titolo esemplificativo quelli inerenti:

  • il consolidamento, il ripristino, il miglioramento delle caratteristiche termiche, anche in assenza dell’impianto di riscaldamento, e il rinnovo degli elementi costitutivi della facciata esterna dell’edificio, costituenti esclusivamente la struttura opaca verticale, nonché la sola pulitura e tinteggiatura della superficie;
  • il consolidamento, il ripristino, inclusa la sola pulitura e tinteggiatura della superficie, o il rinnovo degli elementi costitutivi dei balconi, degli ornamenti e dei fregi;
  • lavori riconducibili al decoro urbano sulle grondaie, i pluviali, i parapetti, i cornicioni e la sistemazione di tutte le parti impiantistiche che insistono sulla parte opaca della facciata.

L’Agenzia delle entrate ha precisato che il Bonus Facciate copre anche:

  • le spese sostenute per l’acquisto dei materiali, la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse, comunque richieste dal tipo di lavori (ad esempio, l’effettuazione di perizie e sopralluoghi, il rilascio dell’attestato di prestazione energetica);
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi (ad esempio, le spese relative all’installazione di ponteggi, allo smaltimento dei materiali rimossi per eseguire i lavori, l’imposta sul valore aggiunto qualora non ricorrano le condizioni per la detrazione, l’imposta di bollo e i diritti pagati per la richiesta dei titoli abilitativi edilizi, la tassa per l’occupazione del suolo pubblico pagata dal contribuente per poter disporre dello spazio insistente sull’area pubblica necessario all’esecuzione dei lavori).
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Esclusioni

La detrazione, invece, non può essere fruita per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico.

In particolare, sono esclusi:

  • gli interventi sulle superfici confinanti con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni, tranne quelle visibili dalla strada;
  • la sostituzione di vetrate, infissi, grate, portoni e cancelli.

Efficienza energetica

Nel caso in cui gli interventi influenzano l’edificio dal punto divista termico (ad esempio si realizza un cappotto termico o l’isolamento termico delle pareti opache) l’intervento deve soddisfare:

  • i requisiti indicati nel Decreto del Ministero dello Sviluppo economico 26 giugno 2015
  • i valori limite della trasmittanza termica delle strutture componenti l’involucro edilizio, indicati nell’Allegato B alla Tabella 2 del Decreto del MISE 11 marzo 2008, come modificato dal D.M. 26 gennaio 2010.

Tali requisiti possono essere non applicati solo nel caso di edifici che rientrano nella disciplina dei “beni culturali” di cui al Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. n. 42/2004). La Soprintendenza può infatti attestare che il rispetto delle suddette prescrizioni implichi un’alterazione sostanziale del loro carattere o aspetto, con particolare riferimento ai profili storici, artistici e paesaggistici.

Ambito temporale

La detrazione si riferisce alle spese sostenute nel 2020. Come chiarito dall’Agenzia delle entrate, per la corretta imputazione delle spese, occorre fare riferimento:

  • per le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, e per gli enti non commerciali, al criterio di cassa e, quindi, alla data dell’effettivo pagamento, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui i pagamenti si riferiscono.
  • per le imprese individuali, per le società e per gli enti commerciali, al criterio di competenza e, quindi, alle spese da imputare al periodo di imposta in corso al 31dicembre 2020, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono e indipendentemente dalla data dei pagamenti.
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Come fare per richiedere il Bonus Facciate

Le persone fisiche non titolari di reddito d’impresa, per avere diritto alla detrazione, devono effettuare i pagamenti delle spese detraibili con bonifico bancario o postale (anche on line). E’ possibile utilizzare i bonifici “parlanti” già predisposti per l’Ecobonus o la ristrutturazione.

L’obbligo di pagamento tramite bonifico bancario non sussiste invece per i titolari di reddito d’impresa.

Viene inoltre puntualizzato che tutti i beneficiari, per usufruire della detrazione, devono:

  • indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti ai fini del controllo della detrazione;
  • comunicare preventivamente la data di inizio lavori all’ASL competente se richiesto dalle disposizioni in materia di sicurezza;
  • conservare ed esibire a richiesta degli Uffici le fatture, le ricevute di pagamento, i titoli abilitativi eventualmente richiesti, ecc.

Nel caso di interventi di “efficienza energetica” sarà necessaria inoltre:

  • l’asseverazione con la quale un tecnico abilitato certifica la corrispondenza degli interventi effettuati ai requisiti tecnici previsti per ciascuno di essi.
  • l’attestato di prestazione energetica (APE), per ogni singola unità immobiliare per cui si chiedono le detrazioni fiscali, che deve essere redatto da un tecnico non coinvolto nei lavori;
  • entro 90 giorni dalla fine dei lavori, devono inviare esclusivamente in via telematica all’ENEA tramite il suo portale, la scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati.

La circolare puntualizza che, per gli interventi effettuati sulle parti comuni di un condominio, gli adempimenti necessari ai fini della fruizione del bonus possono essere effettuati da uno dei condomini a ciò delegato o dall’amministratore del condominio.


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