L’Agrivoltaico è il connubio tra gli impianti fotovoltaici a terra e colture agricole. Approfondiamo questa nuova soluzione che favorirà la transizione energetica, favorendo al contempo le attività agricole, grazie anche ai nuovi incentivi previsti dal DL Semplificazioni.

Ma prima, chiariamo alcune cose..

Il fotovoltaico è sempre compatibile in area agricola

Uno dei dubbi più ricorrenti tra i non addetti ai lavori è certamente quello relativo alla fattibilità degli impianti fotovoltaici in aree a destinazione agricola: ma non era vietato?

Assolutamente no, lo dice il comma 7 dell’articolo 12 del d.lgs. 387/2003: gli impianti fotovoltaici “possono essere ubicati anche in zone classificate agricole dai vigenti strumenti urbanistici”.

Lo sottolinea il DM 10.09.2010 contenenti le Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili al punto 15.3 dell’Allegato: dopo aver richiamato che “ove occorra, l’autorizzazione unica costituisce di per se variante allo strumento urbanisticoaggiunge che Gli impianti possono essere ubicati in zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici, nel qual caso l’autorizzazione unica non dispone la variante allo strumento urbanistico”.

La destinazione agricola non scompare perché l’autorizzazione unica dell’impianto è a termine, con vincolo di ripristino.

Niente paura: al cessare dell’autorizzazione il proponente è obbligato a ripristinare lo status quo ante del terreno. La normativa anzi lo obbliga a pagare una fidejussione a garanzia del corretto smaltimento dell’impianto, senza la quale non sono rilasciati i titoli autorizzativi.

Così facendo resta salvaguardata la destinazione (originaria) d’uso e si conferma che l’installazione dell’impianto è uso diverso “temporaneo” e basta.

Tra l’altro, le nuove tecnologie utilizzate per la realizzazione degli impianti fotovoltaici cosiddetti “a terra”, non compromettono la continuazione delle attività di coltivazione agricola.

Abbandonate le strutture fisse del decennio scorso, ora sono infatti utilizzate prevalentemente strutture ad inseguitori mono-assiali, che, installate in direzione nord-sud in modo da inseguire il sole nel suo percorso est-ovest, non ombreggiano in maniera permanente il terreno come accadeva in passato. Nasce quindi il cosiddetto “agrivoltaico”.

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L’agrivoltaico consente di produrre energia elettrica da fotovoltaico e, al tempo stesso, di coltivare i terreni.

In tutta Europa cresce l’attenzione sull’agrivoltaico. Ad esempio il Fraunhofer ISE ha pubblicato recentemente delle linee guida per la Germania in cui ne evidenzia i numerosi vantaggi:

  • risoluzione del “conflitto” tra differenti usi dei terreni (per coltivare o per produrre energia);
  • riduzione dei consumi idrici grazie all’ombreggiamento dei moduli;
  • minore degradazione dei suoli e conseguente miglioramento delle rese agricole;
  • possibilità di far pascolare il bestiame e far circolare i trattori sotto le fila di pannelli o tra le fila di pannelli, secondo le modalità di installazione con strutture orizzontali o verticali, avendo cura di mantenere un’adeguata distanza tra le fila e un’adeguata altezza dal livello del suolo.

 

esempio agrivoltaico

Vista laterale dell’agrivoltaico in Weihenstephan. © 2020 B. Ehrmaier, M. Beck, U. Bodmer

Anche l’Italia sta puntando su questa tecnologia per raggiungere gli ambiziosi obiettivi del Green Deal Europeo che prevede una quota di rinnovabili elettriche al 40% per ridurre le emissioni di CO2 del 55% entro il 2030.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha infatti stanziato 1,1 miliardi di euro per lo sviluppo dell’agrivoltaico per una capacità installata di circa 2,43 GW, con benefici in termini di riduzione delle emissioni che si aggirano intorno alle 1,5 milioni di tonnellate di Co2 evitate.

La stessa Enea ha recentemente costituito una rete italiana aperta a imprese, istituzioni, università e associazioni di categoria per promuovere l’agrivoltaico sostenibile.

Per favorirne la diffusione, il DL Semplificazioni ha previsto nuovi incentivi per l’agrivoltaico: è un’occasione per le aziende agricole

L’art. 31, comma 5, del DL Semplificazioni (a questo link un approfondimento) ha infatti eliminato il divieto di ottenere gli incentivi per “impianti agrovoltaici che adottino soluzioni integrative innovative con montaggio dei moduli elevati da terra, anche prevedendo la rotazione dei moduli stessi, comunque in modo da non compromettere la continuità delle attività di coltivazione agricola e pastorale, anche consentendo l’applicazione di strumenti di agricoltura digitale e di precisione.”

E’ inoltre specificato che sarà necessario dotare l’impianto, pena la decadenza degli incentivi, di idonee sistemi di monitoraggio che consentano di verificare l’impatto sulle colture, il risparmio idrico, la produttività agricola per le diverse tipologie di colture e la continuità delle attivita’ delle aziende agricole interessate

Una delle tecnologie idonee in questo caso sarebbe quella dei moduli bi-facciali. Questi particolari moduli sono costituiti da celle attive su entrambi i lati, che catturano l’energia del sole sia frontalmente che posteriormente: installati in verticale in direzione nord-sud con un interasse di 9 – 12 m, permetterebbero la continuazione delle attività agricole.

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Non è ancora noto comunque il valore di questi incentivi. Sarà poi necessario attendere un decreto ministeriale che aggiorni gli attuali schemi incentivanti di cui al D.M. 04/07/2019.

Esempio di moduli bifacciali in verticale. Credits @ Next2Sun

Nel frattempo, è importante valutare la pre-fattibilità dell’intervento per farsi trovare pronti per l’agrivoltaico.

Sono numerose infatti le verifiche preliminari che un tecnico deve effettuare.

Il primo passo è un’analisi tecnico-economica che risponda alle seguenti domande:

  • Quanta energia produrrà il mio impianto? Sarà quindi necessaria una stima della producibilità, possibilmente effettuata con software affidabili come PVSyst, in modo da avere un output “accettato” da eventuali banche che un domani dovranno finanziare l’intervento.
  • Sono presenti vincoli di sorta che potrebbero precludere l’autorizzazione dell’impianto? A seconda della taglia dell’impianto, sarà infatti necessario verificare la compatibilità ambientale e paesaggistica dell’intervento. Meglio escludere ad esempio aree in Parchi naturali, ad elevato rischio idrogeologico, archeologico, ecc.
  • Quanto mi costerà? Non si tratta soltanto di determinare il valore dell’investimento, ma anche le spese operative e gestionali.
  • E’ possibile allacciare l’impianto alla rete? Sarà necessario identificare i punti di immissione in rete più probabili e stimare un costo di allaccio.

Successivamente, sarà necessario richiedere un preventivo di connessione al Gestore di Rete (il caso più comune è quello di E-Distribuzione). Tale preventivo dovrà essere poi accettato versando il 30% del costo stimato. Soltanto in questo modo sarà possibile “prenotare” la capacità di rete ed assicurarsi il successivo allaccio dell’impianto.

Infine, sarà necessario presentare l’istanza autorizzativa, diversa a seconda della potenza dell’impianto:

  • Per P < 20 KWp, la Procedura Abilitativa Semplificata in Comune (alcune regioni, come la Campania, hanno esteso questo limite ad 1 MWp: qui un approfondimento)
  • Per 20 KWp < P < 10 MWp, il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale, in Regione o Provincia a seconda dei casi
  • Per P > 10 MWp, il Procedimento Unico Ambientale al Ministero per la Transizione Ecologica e poi l’Autorizzazione Unica in Regione o Provincia a seconda dei casi, secondo le recenti disposizioni introdotte dal DL Semplificazioni.
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Ad impianto autorizzato, sarà possibile richiedere gli incentivi previsti dal nuovo DL Semplificazioni ed avviare i lavori.

In alternativa, è possibile cedere il proprio terreno ad un investitore

Se hai un terreno inutilizzato o se pensi che l’agrivoltaico non faccia per te per via delle complessità e rischi di gestione, puoi valutare di cedere il diritto di superficie del tuo terreno (in genere per trenta anni) ad una società specializzata in questo tipo di attività.

Per saperne di più sullo sviluppo di impianti fotovoltaici approfondisci QUI oppure attraverso il seguente form:

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